Il numero che non volle farsi misurare

scritto da Fringuello
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Magna Grecia... che ingrassi.
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Testo: Il numero che non volle farsi misurare
di Fringuello

                          Il numero che non volle farsi misurare

Alla scuola di Pitagora erano ammessi solo gli ingegni più brillanti dell’epoca, ma più che una scuola era una setta.

Infatti oltre al normale sapere, vi erano regole come non girare su te stesso o astieniti dalle fave, oltre alla credenza nella reincarnazione.

La geometria, i rapporti sottesi alle note musicali,le ottave, le quarte, insomma la natura matematica della musica, erano tutti argomenti di studio.

Tutto è numero era il motto della setta, e conoscevano solo i numeri commensurabili, cioè contenuti uno nell’altro un numero intero o frazionario di volte.

Vi erano poi le terne magiche, numeri generatori dell’universo.
Il 10 poi era il numero sacro, aveva poteri magici. Perchè cosa notevole era la somma di 1, 2, 3, 4, i primi numeri ed i più importanti.

 I problemi cominciarono dopo la scoperta del teorema di Pitagora.

La scoperta infatti che la radice quadrata di 2 non poteva essere un numero razionale mandava al vento tutte le teorie della setta.

Questa teoria derivava direttamente dal teorema di Pitagora applicato alla diagonale del quadrato di lato 1

Infatti come ogni studente sa il teorema enuncia che l’area del quadrato costruito sull’ipotenusa di un triangolo rettangolo è uguale alla somma delle aree dei quadrati costruiti sui cateti.

Quindi l’ipotenusa del triangolo inscritto nel quadrato di lato 1 deve essere la radice quadrata di 1+1, cioè di due.

Ma non c’è modo di scrivere la radice di due in modo razionale, bisogna ricorrere agli infinitesimi e quindi ai decimali che non sono sempre commensurabili tra loro come invece insegna la teoria pitagorica.

I numeri reali decimali irrazionali hanno uno sviluppo infinito, si passerebbe una intera vita a calcolarne l’estensione.

Questo fatto minava la certezza del sistema pitagorico della scuola di Crotone e doveva essere tenuto segreto

Ma uno dei discepoli, scoperto questo rimarchevole fatto, lo divulgò.

Era quello che si chiama in linguaggio militare un alto tradimento.

E la pena prevista era la più alta, la morte.

Il nostro studente per sfuggire a morte certa si dette alla fuga, e i pitagorici nascosero per anni la spiacevole scoperta.

Quella che vogliamo raccontare, con una certa quantità di fantasia, è la vita di questo studente da allora, non traiamo il suo nome dai testi di filosofia, lo chiameremo Ipomaso, un nome vale l’altro.

Da Crotone egli fuggì verso Atene.
Atene era nella fase politica che preludeva agli splendori dell'età d'oro,  Per dire cosa successe dopo, in tempi brevi su scala storica: L'età di Pericle!
Quando cioè, fu costruito il partenone, Fidia scolpì le sue statue, Socrate ed ippocrate filosofeggiarono, la tragedia greca ebbe Eschilo , Sofocle ed Euripde. Erodoto e tucidide crearono la Storia...etc. etc. non si può raccontare tutto.
Portò al sovrano di allora le sue risultanze e questi ne rimase molto colpito, tanto da nominarlo saggio di corte.

Il nostro potè così vivere e farsi una famiglia , ebbe figli ai quali insegnò a mettere tutto in dubbio, salvo dimostrazione ineccepibile.

E fondò una sua scuola, era a pagamento e il motto era il denaro è tutto.

Diciamo che alla musica delle sfere preferì il tintinnare della moneta, che alla metempsicosi, cioè alla reincarnazione in altre forme di vita più o meno nobili preferì un buon onesto funerale dopo aver vissuto una vita agiata.

I pitagorici erano un po’ dappertutto e lo cercavano per fargli la festa, ma non potevano pensare che il loro obiettivo fosse tra i saggi del sovrano.

La sua scuola andava bene, ma anziché formare filosofi, formava commercianti.

I migliori commercianti del tempo, forgiati alla scuola della persuasione e che con un poco di sofismo riuscivano a vendere persino carabattole per oggetti preziosi.

Nel frattempo a Crotone, la scuola pitagorica veniva attaccata e distrutta ed una diaspora di pitagorici riempì il mondo; di Pitagora che pure era creduto un semidio figlio di Apollo si disse che era morto.
Morto ed in maniera alquanto sciocca, infatti si dice che se la stava scampando, quando si ritrovò di fronte ad un campo di fave, che non volle attraversare nel rispetto di un precetto della sua scuola poc'anzi riportato.

Il nostro Ipomaso inventò il prestito ad interesse composto (in verità già conosciuto ed applicato dai babilonesi, ma lui lo riportò in auge, e vi ricordo che questa è più fantasia che verità seppure faccia riferimento a fatti storici) e fondò ad Atene la prima banca della storia, l’anticipazione del denaro consentì un cospicuo incremento del naviglio commerciale.

Si spense poco dopo, lasciando in eredità alla città di Atene metà dei suoi averi, per i suoi figli c’era comunque da vivere di rendita.

Ma ricordiamoci che questa storia, come la storia della matematica parte da un numero ribelle, che non volle farsi misurare, la radice quadrata di 2, un numero detto proprio per questo motivo irrazionale.
Eh ,si, a volte i ribelli danno una svolta alla Storia, quella importante.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il numero che non volle farsi misurare testo di Fringuello
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